Sanità Pubblica e Sanità Privata

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Riccardo Donato

Marketing & communication manager
PM - Senior

I buoni, i cattivi e un caso di successo

Il problema

Siamo tutti d’accordo: il sistema sanitario del nostro paese, con accelerazioni variabili ma costanti, scivola verso un universalismo sempre più diseguale.

In questa tabella i dati più significativi*:

Ad un incremento, fra gli anni 2018 e 2022 della spesa pubblica del 12,4%, corrisponde, nella spesa privata pro-capite in sanità, un aumento del 48,8%, il quadruplo. Incremento tanto più iniquo poiché colpisce il sud più del nord, le fasce deboli della popolazione più che quelle forti, i redditi bassi più che quelli alti. Si amplifica il divario fra povertà e ricchezza e fra sud e nord.

Inoltre, questi numeri non danno evidenza del problema della rinuncia o del rinvio delle cure per motivi economici, nel 2019 il fenomeno riguardava il 19% dei casi. Nel grafico sotto l’analisi della rinuncia per FASI DELLA VITA, STATO DI SALUTE, TERRITORIO e FASCIA DI REDDITO:

Anche sulle cause di questa situazione c’è una certa unità di opinione:

  • Miopia politica nel destinare al SSN sempre meno soldi pubblici
  • Una gestione delle risorse a disposizione del SSN non efficiente né efficace
  • La frammentazione su base regionale che amplifica complessità e diseguaglianze senza restituire pari valore
  • Una popolazione sempre più anziana ma non sempre più sana
  • Una pessima programmazione del ricambio generazionale dei medici
  • Una medicina difensiva sempre più diffusa
  • Pochissima presa della cultura della prevenzione su cittadini e cittadine

Un aiuto per la soluzione

C’è un altro argomento sul quale registriamo unità di punti di vista: il sistema pubblico è sì un ragazzaccio che si è un po’ fatto prendere la mano, ma resta il buono da salvare; il privato è un cattivone che, come il gatto e la volpe con Pinocchio, ne approfitta a mani basse.

Quindi, la sanità privata non è considerata fra i possibili attori di un miglioramento.

A noi così non sembra.

Nel pubblico come nel privato esistono sacche di malaffare, gruppi di speculatori, esempi di spregio della dignità, della salute e dei cittadini; ma esiste anche il contrario.

Non è l’insegna che qualifica buoni o cattivi, anzi, l’insegna sottende dei valori, nel pubblico come nel privato, e i valori portano anche eccellenze e virtù cui sarebbe proprio uno spreco rinunciare in nome di ideologie o calcolo politico di breve respiro.

Sull’argomento abbiamo una storia da raccontare, la nostra, quella di Odontocoop e del modello dell’Odontoiatria Ospedaliera, un esempio virtuoso e replicabile di collaborazione fra pubblico e privato. Lo faremo con questa newsletter nelle settimane e nei mesi che seguiranno.

E, come tutti sanno, poiché il SSN ne copre solo una piccolissima parte, l’odontoiatria fa la parte del leone in termini di incidenza percentuale sul totale della spesa privata, ben il 22%; seconda solo alla spesa per farmaci 26% e prima della spesa per visite specialistiche 19%.

Nel 2019 (sono i dati più recenti che abbiamo), degli 8,02 MLD di euro spesi per cure odontoiatriche, il 10,8% è stato a carico del SSN, mentre l’89,2% è uscito dalle tasche dei cittadini, 7,15 MLD di €; è tanto!

Trovare, in questa branca della medicina, una modalità dove tutti vincono significa avere fatto una piccola rivoluzione e aiutato prima di tutto cittadine e cittadini e poi il nostro SSN.

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HIGHLIGHTS DELL’ARTICOLO

  • In sanità l’universalismo è sempre più diseguale e ha come effetto collaterale la crescita del divario sociale e della distribuzione della ricchezza.
  • Fra pubblico e privato può nascere una collaborazione virtuosa.
  • In odontoiatria lo spazio per migliorare la presenza del SSN è più ampio che in ogni altra branca della medicina.

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